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In TRentino un TRicolore azzeccato.
Nella mia terra in Trentino, e precisamente in val di Non, il ciclismo non poteva sbagliare il colpo. Anzi doveva fare un vero e proprio botto.
Così è stato. I Campionati Italiani Giovanili per esordienti e allievi - maschile e femminile resteranno di certo nella storia. Un successo sotto ogni punto di vista, e credetemi, il mio non è campanilismo. E’ la giusta valutazione di due giorni di sano e spettacolare sport.
Chi ha vissuto da vicino questa esperienza non potrà essere che d’ accordo con me. Le società ciclistiche della val di Non, che hanno organizzato la rassegna tricolore, hanno dato il massimo dimostrando che l’ unione fa la forza e che se c’è passione e competenza ogni risultato può essere raggiunto.
Era dal 1981, dal tricolore di Canezza di Pergine, che il campionato italiano di ciclismo giovanile non faceva tappa in Trentino. Ricordo bene quella data perché io ero uno dei favoriti per la corsa degli allievi. Ma ricordo anche che ci fu un tempo da tregenda. Quando scesi da Cles per recarmi in Valsugana la pioggia batteva fitta sul parabrezza dell’automobile.
A Salorno, nella valle dell’ Adige, il fiume era tracimato e l’ acqua raggiungeva i primi piani della case. Un tempo da cani, pioggia e freddo, intemperie che ho mai digerito. E, infatti, pur piazzandomi tra i primi non riuscii ad esprimermi al meglio e la maglia tricolore per me rimase solo un sogno. Un sogno che è diventato realtà invece per il gardolotto ( sobborgo a nord di Trento ) Stefano Nardelli della Montecorona, glorioso club dei Moser e di Simoni.
Vincere in casa è sempre difficile, molto difficile, ma lui ci è riuscito con una corsa all’ attacco, o la va o la spacca. La giusta tattica per chi ama questo sport. Un successo importante, se si pensa che la media profusa dal gruppo è stata di quasi 40 chilometri all’ ora. Staccarsi dal plotone che procede a questa media in un circuito vallonato come quella di Sarnonico non è facile. Anzi! Significa che il ragazzo ha coraggio, ma anche potenza.
Vincere a braccia alzate con 8 secondi di vantaggio è una fotografia che si porterà sempre nel cuore. Adesso solo il tempo ci dirà se nei prossimi anni le sue imprese ci terranno incollati al televisore. E parlando di televisore, prossimamente su Sky ad Icarus, potrete vivere anche voi l’ esperienza che ho fatto nella gara degli allievi. Per tre giri sono entrato nella corsa dotato di una telecamera digitale con lo scopo di vivere e raccontare le emozioni di questi ragazzi.
La corsa vista dagli occhi del campione. Un tuffo nel passato per raccontarvi il futuro. Un’ esperienza nuova e decisamente emozionante della quale devo ringraziare la Federazione, la commissione tecnica e la giuria. Ma le emozioni per me sono state anche altre. Due in particolare: la prima come detto nella gara degli allievi. Una corsa pedalata a un ritmo impressionate; la seconda nella corsa degli esordienti primo anno vinta da Federico Manzan, anche in questo caso una media da paura a circa 36 all’ ora.
Significa che i ragazzi sono preparati bene che il circuito era ottimo, seppure nervoso, ma che soprattutto le società e i corridori hanno voluto arrivare a questo appuntamento nelle migliori condizioni. La maniera giusta per onorare la maglia tricolore.
Onore anche alle ragazze, erano circa trecento divise tra le tre categorie. Devo citare, è logico le vincitrici, e vale a dire la pisana Francesca Balducci (1996) e l’emiliana Natasha Grillo (1995) tra le esordienti con la bergamasca Eleonora Milesi tra le allieve. Numeri importanti per i ciclismo rosa.
Numeri che fanno dire che il ciclismo femminile è più vivo che mai e che anche il Trentino sta facendo bene la sua parte dando al giusta importanza a questo settore.
Enorme naturalmente la partecipazione tra i maschi. A fare la parte del leone sono state le città di Trento e Treviso. Stefano Nardelli, come detto tra gli allievi, e tra gli esordienti i due veneti Federico Manzan (1996) e Yuri Pessotto (1995).
E allora a questo punto lasciatemi giocare con le parole: hanno vinto TRento e TReviso, TRoppa grazia per un TRicolore davvero azzeccato. Adesso è importante non TRadire le aspettative di questi ragazzi. Il destino glielo scriveremo noi.
- blog di maurizio
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