Un mondiale color Ross…ella
Un successo annunciato. Facile da dirsi adesso, ma è stato difficile tradurlo in realtà. La medaglia d’ oro di Rossella Callovi tra le junior su strada Mosca è uno di quegli esempi di come talento e applicazione siano due requisiti fondamentali per avvicinarsi al successo. Poi ci vuole fortuna, ma soprattutto testa. Una forza mentale incredibile che ti permette di supplire a qualche piccolo intoppo che sempre si verifica nel corso della stagione.
Parlare di Rossella Callovi per me è facile. Ogni tanto mi piace guardarmi nella foto di qualche anno fa. Lei, ancora giovanissima è ritratta in bicicletta, mentre io accucciato le sorrido e sembro sostenerla.
Una foto che è appesa al bar dello zio a Termon, frazione di Campodenno il suo paese in val di Non in Trentino, pochi chilometri da casa mia. Per me è stato naturale seguirla in questi anni e consigliarla. Un ruolo facile visto che lei è una ragazza davvero speciale. Il suo oro a Mosca lo sta a dimostrare.
Ormai nello sport niente si improvvisa, tutto deve essere preparato nei minimi dettagli. Il talento deve esser supportato da una forza mentale incredibile e in questo Rossella è unica. Dotata di classe purissima era stato facile pronosticarle che sarebbe diventata una delle più forti cicliste al mondo. Ma al di là del talento quello che mi aveva colpito era la sua naturalezza. Quella che si dice una brava ragazza. Forte, solare e determinata.
Facile scrivere questi tre aggettivi, molto più difficile, credetemi trovarli in uno sportivo. Spesso il talento inganna e fa credere che tutta sia facile, ma poi quando arrivano le prime delusioni il morale va sotto i tacchi. E’ proprio in questa direzione che bisogna lavorare.
Rossella ha capito benissimo che con il solo talento non si va avanti. Che ci vuole grinta e una fortissima forza di volontà. A Mosca lei è arrivata in buona condizione, ma non era al cento per cento. E’ stata la testa che ha permesso alle sue gambe di produrre quello sforzo in più che le ha fatto tagliare il traguardo davanti a tutte le avversarie.
Il limite fisico che viene superato grazie a quei meccanismi, per certi versi ancora indecifrabili, che sono nel nostro cervello. Una “ centralina “ che solo i grandi campioni riescono a rimappare durante la corsa.
Un altro aspetto che mi preme sottolineare è la solarità di questa ragazza. Sorriso aperto in ogni occasione, gentilezza ed educazione. Sono valori che hanno la loro importanza. Quando pedali nel gruppo non devi avere nemici ma solo avversari leali. Le scorrettezze sono come le bugie hanno le gambe corte e ad ogni gara i pedali si allontanano sempre di più. Il gruppo, il tuo ambiente non ti regala nulla, ma molto può toglierti. Esser franchi e corretti alla lunga paga.
Di imparare non si smette mai, una massima che per lei è una legge assoluta.
La maglia iridata di Mosca sarà uno dei tanti successi che Rossella Callovi darà all’ Italia ciclistica.
E poi il suo viso aperto e sincero non può che far bene al ciclismo femminile e al movimento intero delle due ruote. Ce n’è tanto bisogno.
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