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Solo poche righe per dire addio a Franco Ballerini, il ct della nazionale di ciclismo morto in un incidente di rally.
Poche righe perché già tanto è stato scritto. Il mio ricordo è forte, perché con Franco non c’è stato solo un rapporto di amicizia, ma anche di scontro. Scontri, beninteso in gara, dove a volte gli interessi suoi e i miei non coincidevano. Scontri che però finivano dopo lo striscione d’ arrivo.
Scesi dalla bici eravamo solo due ragazzi innamorati del nostro sport. Lo ricordo, Franco, in una foto nella tenuta di patron Del Tongo a Vitereta in Provincia di Arezzo durante il ritiro. Eravamo in squadra insieme nel 1990.momenti felici che abbiamo diviso anche con le nostre famiglie. Voglio ricordare questi soprattutto. Delle sue vittorie come corridore e CT si è già parlato e scritto abbastanza. Mi piace riannodare il filo delle memoria e rivederlo correre con me il Trofeo Baracchi, ritirare i pettorali nella cornice di Pizza Duomo a Trento.
Lui e sua moglie erano due persone squisite. Era bello passare il tempo libero con loro. Io e mia moglie e loro. Istantanee di un tempo passato ormai, e purtroppo finito nell’ archivio del dolore. Fotografie di un passato dove voglio mettere anche i suoi suoceri , due sportivi nel vero senso della parola. Persone rare e per questo molto care.
Accanto ai questi momenti anche gli scontri agonistici che è doveroso ricordare perché lo sport è agonismo e lealtà, ma soprattutto voglia di essere il migliore. Ricordo nel 1989, l’ anno dei miei secondi posti in maglia irridata. Una maledizione che sembrava non finire. A Camaiore pareva l’ occasione per spezzare la catena. Ma Franco dietro di me non tira e poi mi infila negli ultimi metri. La rabbia che però non ha guastato l’ amicizia.
E poi il Fiandre del ’93, io e lui che ci prendiamo a male parole sulla tattica di gara e poi la beffa di Musseuw primo al traguardo. Scontri a viso aperto a volte duri, ma leali. Una stima che è rimasta quando siamo scesi di sella.
Altre occasioni per stare insieme per parlare di ciclismo Lui sempre disponibile e affabile. Ed ora chiudendo il mio ricordo, voglio andare ancora più indietro nel tempo. Arrivo fino al mio mondiale, a Renaix in Belgio nel 1988. In squadra c’era anche lui.
La sua maglia azzurra nel gruppo per una giornata che non dimenticherò mai.
Grazie Franco.
TERREMOTO IN HAITI

Appello urgente della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus che nella capitale Port au Prince ha numerosi progetti tra cui un ospedale pediatrico, un orfanotrofio e Scuole di strada nei quartieri più colpiti. Servono urgentemente aiuti....leggi tutto
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